La Facciata

La Facciata

La facciata della Cattedrale di San Rufino rappresenta uno dei massimi esempi dell’architettura romanica nell’Italia Centrale. Tripartita da lesene, che sottolineano come nello spazio interno corrispondente vi siano tre navate, essa è suddivisa in tre ordini, scanditi da un finto loggiato e da due cornici di archetti ciechi e pensili. Il ritmo ternario regola anche alcuni elementi architettonici e decorativi, con una funzione fortemente simbolica: tre sono infatti i portali e le lunette sovrastanti, tre i rosoni, tre i telamoni (le figure umane che sembra sostengano con molta fatica il rosone centrale).
Nell’ordine inferiore cornici modanate in travertino delineano un reticolo di riquadri di altezza crescente, per conferire al tutto un ritmo ascensionale.
In questa zona sono presenti inoltre i tre splendidi portali finemente scolpiti. In quello maggiore i due stipiti sono realizzati con intarsi a disegno geometrico; il sovrastante architrave in travertino mostra un motivo decorativo a spirale. La lunetta è in pietra rossa scolpita e raffigura all’interno di un clipeo Cristo in trono, al centro della sfera celeste che con la mano sinistra regge il libro del Vangelo e con l’altra benedice. A sinistra, accanto al clipeo, è raffigurata la Vergine che allatta il Figlio, mentre a destra viene riconosciuta la figura di San Rufino, con gli abiti vescovili e un libro in mano. Nel bordo inferiore, si scorgono tre testine di incerto significato. Tutt’intorno alla lunetta e al portale vero e proprio corrono ghiere concentriche in travertino, marmo e pietra rossa. In esse si vedono tralci intrecciati, colonnine sovrapposte, personaggi che raccolgono frutti, animali mostruosi, belve che si inseguono o lottano, santi, angeli, musici, coppie di uomini e donne danzanti.
Inquadrano il portale maggiore due leoni accosciati: uno è rappresentato nell’atto di divorare un uomo, l’altro leone ghermisce una preda animale.
I portali laterali sono più semplici del portale maggiore: sono infatti ornati da una sola ghiera, che contorna anche le lunette, rifinita da una cornice a dentelli. Nei clipei si alternano fiori ed animali reali o fantastici: nel clipeo centrale di ambedue gli architravi è presente l’Agnus Dei. Gli stipiti del portale di destra sono sostenuti da draghi; quelli del portale di sinistra da leoni alati. Nella lunetta della porta a destra si riconoscono due pavoni affrontati che si abbeverano allo stesso vaso, mentre la lunetta del portale a sinistra presenta due pantere (o leoni).
La zona mediana è dominata dai tre rosoni in asse con i portali e, dunque, disposti in corrispondenza delle navate.
Il rosone centrale è costituito da tre giri concentrici: la parte più interna e quella più esterna sono formate da arcate; la parte intermedia è costituita da piccole foglie. Osservando il rosone si può notare come questo possa essere idealmente iscritto in un quadrato, grazie ai quattro simboli degli Evangelisti che lo attorniano (il cosiddetto Tetramorfo). In basso a sinistra c’è il toro di San Luca, in alto a sinistra l’aquila di San Giovanni, in alto a destra l’uomo o l’angelo di San Matteo, in basso a destra il leone di San Marco. Sorreggono il rosone tre telamoni, figure maschili che poggiano a loro volta su un grifone, un dragone ed una mangusta.
I due rosoni laterali sono più piccoli di dimensioni e più semplici: ritroviamo in entrambi il giro delle piccole arcate della rosa centrale. Il rosone di sinistra presenta al centro San Michele Arcangelo che trafigge il drago; ai lati, da una parte si vede un personaggio vestito da chierico, dall’altra una figura che indossa abiti da monaco. Accanto al rosone a destra le sculture sono tutte cadute, tranne il cane appeso in verticale.
La zona superiore, più spoglia delle altre, presenta un coronamento a timpano triangolare, aggiunto forse nel XIII secolo, contenente un arco ogivale, probabilmente destinato ad accogliere un mosaico mai realizzato. Il timpano è sovrastato dalla Croce che conclude l’ornamentazione dell’intera facciata: quest’ultima è stata giustamente definita come una “sintesi teologica” delle dottrine riguardanti Cristo e la Vergine nel primo millennio del cristianesimo.