Il Terrazzamento Romano

La Cattedrale di Assisi, dedicata al suo patrono San Rufino, sorge sul terrazzamento romano delimitato, sul lato settentrionale, dal muraglione di contenimento dell’Acropoli della città e, su quello orientale, dalla cinta muraria che si protende verso la valle. Secondo un’antica tradizione quest’area sarebbe stata un tempo occupata dal tempio di Bona Mater.
Sono ancora oggi testimonianza del periodo romano la cisterna che funge da base per la torre campanaria e il tratto di muraglione in travertino: questi risalgono alla fine del II secolo a.C. e sono stati inglobati nella parete sinistra della Cattedrale. Attraverso le lastre di vetro della navata centrale, sono visibili anche i resti di una fornace per la produzione ceramica attiva verosimilmente dal II secolo a.C. al II secolo d.C. e numeroso è il materiale di spoglio utilizzato all’interno della cripta medievale. Sempre di epoca romana, infine, sono il pozzo nel chiostro dei Canonici ed il muro di cinta a lastroni squadrati di pietra calcarea bianca e rosa sul quale si appoggia il lato posteriore della chiesa progettata da Giovanni da Gubbio.

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Il muraglione

Il muraglione di contenimento in opera quadrata di travertino si estende per diversi metri, inglobato nella parete sinistra della Cattedrale. Nella trincea accessibile dalla cripta se ne può ammirare il tratto un tempo giungente fino allo stretto vicolo che saliva verso l’Acropoli.
L’iscrizione posta sul muraglione al di sopra dell’arco di facciata della cisterna, oggi in parte nascosta da un sostegno cinquecentesco della Cattedrale, ci permette di conoscere i nomi dei magistrati locali (“marones”) che curarono la costruzione di queste importanti opere edilizie su mandato del senato locale. Apprendiamo così che i maroni Postumo Mimesio, Tito Mimesio Sertorio, Nerone Capidas Rufio, Nerone Babrio, Caio Capidas, Vibio Voisieno provvidero alla costruzione di un arco monumentale (fornix), del muro che andava dall’arco (oggi perduto) al Circo e, infine, della grande cisterna:

POST MIMESIUS C F T MIMESIUS SERT NER CAPIDAS C F RUF NER BABRIUS T F, C CAPIDAS T F C N, V VOISIENUS T F MARONES MURUM AB FORNICE AD CIRCUM ET FORNICEM CISTERNAMQ D S S FACIUNDUM COIRAVERE.

La Cisterna

La cisterna, come riportato dall’iscrizione al di sopra dell’arco di facciata, fu costruita sotto la direzione di sei magistrati locali denominati “marones”, assieme al muraglione e al perduto arco monumentale che si trovava nei pressi del luogo nel quale attualmente sorge la Fontana del Leone.
L’ampio ambiente a pianta quadrangolare (7,55 x 5,04 x 7,47 di altezza) è costruito in opera quadrata di travertino a secco, ed è coperto da una volta a botte con una cornice aggettante all’imposta.
L’acqua affluiva dall’apertura ad arco posta in alto nella parete di fondo e dal pozzo retrostante; i fori irregolari attorno al bordo indicano che il passaggio un tempo era chiuso da una grata. Il pavimento è in cocciopesto, quindi impermeabile.
Dinnanzi all’ingresso della cisterna doveva essere presente una fontana pubblica, utilizzata per l’attingimento dell’acqua quotidiano e rituale da parte della comunità cittadina.
La costruzione, perduta la sua funzione originaria, è stata utilizzata in età medievale come basamento per la torre campanaria della Basilica Ugoniana.