Sulle orme di San Francesco vivente

Sulle orme di San Francesco vivente

“La Cattedrale di S. Rufino può ben dirsi, sotto il profilo cronologico, il primo santuario del francescanesimo. Nel fonte battesimale qui conservato furono infatti battezzati Francesco e Chiara. Qui Francesco predicò più volte al popolo e scese nella Cripta per pregare. Qui Chiara, ascoltando la sua parola, maturò la scelta di vita evangelica. Qui ricevette la palma dal vescovo Guido nella Domenica delle Palme del marzo 1211 prima di abbandonare -a soli 18 anni!- l’attigua casa paterna per scendere alla Porziuncola dove l’attendeva Francesco con i primi compagni”. Tratto da V. Peri,  “La Cattedrale di Assisi”, Gorle, editrice Velar, 2004, pp. 8-9

San Francesco Statua

I Luoghi di Francesco e Chiara:

Il fonte battesimale, formato da una colonna di granito, secondo la tradizione fu trasportato nella Basilica Ugoniana dalla chiesa di Santa Maria Maggiore, che in precedenza aveva il titolo di Cattedrale di Assisi.
In questo fonte furono battezzati San Francesco ( 1181 o 1182), Santa Chiara (1193) San Gabriele dell’Addolorata (1838) e, secondo la tradizione l’imperatore Federico II di Svevia.
La scena del Battesimo di San Francesco venne dipinta dal viennese Francesco de Rohden e da suo figlio Alberto nel 1881. Gli stucchi sono dei perugini Francesco Biscarini e Raffaele Angeletti. Sotto una grata di ferro dinnanzi al fonte è custodita la pietra con l’impronta del ginocchio dell’angelo che, in veste di pellegrino, avrebbe assistito al battesimo del Poverello d’Assisi.

Fonte Battesimale

Approfondimento cliccando l'immagine della Cripta

La Cripta di San Rufino

In questo luogo Francesco d’Assisi era solito sostare in preghiera prima di predicare in Cattedrale. Il piccolo sacello è legato inoltre al celebre episodio dell’apparizione del Santo su un carro di fuoco. Narra infatti Bonaventura da Bagnoregio nella Leggenda Maggiore che “una volta il Santo si recò nella città di Assisi, perché era sabato e il mattino della domenica doveva predicare nella chiesa cattedrale, come faceva di solito. L’uomo a Dio devoto, secondo la sua abitudine, passò la notte a pregare Dio, in un tugurio situato nell’orto dei canonici, lontano, con il corpo, dai suoi figli. Ma ecco: verso la mezzanotte – mentre alcuni frati riposavano ed altri vegliavano in preghiera – un carro di fuoco di meraviglioso splendore entrò dalla porta della casa e per tre volte fece il giro dell’abitazione: sopra il carro si trovava un globo luminoso, in forma di sole, che dissipò il buio della notte Furono stupefatti quelli che vegliavano; svegliati e, insieme, atterriti quelli che dormivano – e fu più grande la chiarezza provata nel cuore che quella vista con gli occhi, perché, per la potenza della luce miracolosa, fu nuda la coscienza di ciascuno davanti alla coscienza di tutti. Tutti reciprocamente videro nel cuore di ciascuno e tutti compresero, con un solo pensiero, che il Signore mostrava loro il padre santo, assente col corpo ma presente in spirito,trasfigurato soprannaturalmente dalla luce dei celesti splendori e dalla fiamma dei celesti ardori, sopra quel carro di luce e di fuoco, per indicare che essi dovevano camminare, come veri Israeliti, sotto la sua guida. Egli, infatti, era stato eletto da Dio, come un nuovo Elia, ad essere cocchio ed auriga degli uomini spirituali. C’è davvero da crederlo: Colui che, alle preghiere di Francesco, aprì il cuore di quei frati così semplici, perché vedessero le meraviglie di Dio, fu quello stesso che un tempo aveva aperto gli occhi al servo perché vedesse il monte pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno ad Eliseo”.
La parete dell’oratorio costituita da lastroni squadrati in calcare rosa e bianco è un tratto dell’antica cinta muraria romana.

Oratorio San Francesco